Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese
Tutte le forme che può assumere l'ansia e come si possono affrontare con la psicoterapia

Ansia: a cosa serve? E quando è troppa?

L’ansia è uno stato d’animo naturale e necessario; è un’emozione che appartiene a chiunque ed è utile a proteggerci di fronte agli stimoli pericolosi e ad attivarci nelle situazioni in cui dobbiamo essere reattivi.

Si tratta di una condizione che ha lo scopo di preparare mentalmente l’individuo a tenere uno stato di vigilanza e prontezza. Quando si manifesta in maniera eccessiva, cronica, ingiustificata e si perde la capacità di ragionare lucidamente allora diventa disturbante interferendo in modo significativo con l’andamento normale della propria vita. In questo caso, non si riconosce più la valenza positiva ma emerge solo il connotato negativo del malessere in cui lo stato d’animo assume i tratti di un vero e proprio disturbo di ansia.

Il DSM, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (aggiornato periodicamente dall’American Psychiatric Association), stabilisce che si tratta di una reale psicopatologia nel momento in cui i sintomi perdurano per almeno sei mesi. La quinta e più aggiornata versione del DSM elenca i diversi possibili disturbi d’ansia, i principali sono:

Disturbo di Panico (DAP): si tratta della più acuta ed intensa forma di ansia incontrollabile che emerge improvvisamente e raggiunge velocemente il picco con pesanti reazioni fisiche. L’attacco di panico non può durare più di venti minuti ma lascia strascichi importanti a livello psicologico. L’individuo che ha vissuto un episodio di panico è condizionato e ha paura di provarne un altro. Si sviluppa quindi la “paura della paura”, come se il soggetto diventasse così sensibile da evitare diversi ambiti o stimoli al fine di proteggersi. In questa maniera, il quadro di DAP si complica avendo ripercussioni sulla qualità della vita lavorativa, privata e sociale.

Disturbo d’ansia generalizzato (DAG): si tratta di uno stato d’animo di preoccupazione oggettivamente eccessiva per intensità e persistenza in rapporto agli stimoli che la suscitano. Si definisce generalizzata proprio perché riguarda innumerevoli situazioni senza fine. Chi lo sperimenta non riesce a controllarsi e manifesta uno stato continuo di tensione, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno. Il soggetto entra in ansia per situazioni che riguardano la quotidianità così come eventi straordinari e, a livello del pensiero, rimugina e tende ad idee di fallimento, di danno e di giudizio negativo.

Disturbo d’Ansia Sociale (o Fobia Sociale): si intende una forma d’ansia particolarmente disadattiva provata all’interno di situazioni sociali in cui l’individuo può avere a che fare con il giudizio altrui. Differisce dalla semplice, seppure in alcuni casi marcata, timidezza poiché si tratta di una condizione davvero disturbante. Spesso è associata al DAP, ma a differenza di quest’ultimo, la persona può manifestare un attacco di panico in maniera correlata obbligatoriamente a contesti sociali. Tale disturbo può slatentizzarsi a seguito di un evento in cui il soggetto si è sentito denigrato oppure esordisce gradualmente nel corso della vita considerato che l’età di insorgenza è precoce, tra i 7 e i 18 anni.

Fobia specifica o semplice: si tratta di un tipo di ansia automatica e di alta intensità (può sfiorare l’attacco di panico) circoscritta ad uno specifico stimolo. Alcuni esempi possono essere la fobia per alcuni animali (ragni, serpenti, volatili, insetti), oggetti (ago per iniezioni), situazioni (buio, luoghi chiusi). In prima battuta, sembra ingiustificata ma con un lavoro di psicoterapia è possibile ritrovare il significato profondo che la causa e ciò certamente agevola in processo di guarigione. Se non trattata, la fobia persiste nel tempo tanto è vero che le paure specifiche si manifestano ad ogni età.

Agorafobia: dal greco, “paura della piazza”. Si tratta di un tipo di ansia che si presenta con un forte disagio di ritrovarsi in luoghi aperti e/o non conosciuti e familiari dai quali è difficile individuare una via d’uscita oppure ricevere aiuto in caso di necessità. In questa condizione, l’individuo mette in atto una difesa chiamata “evitamento” nel senso che tende ad evitare i luoghi che presentano le caratteristiche sopra descritte. La persona agorafobica teme i mezzi pubblici, i centri commerciali, le situazioni in cui è lontano da casa e non saprebbe dove rifugiarsi per trovare conforto e cura. Da questa condizione non è improbabile arrivare ad attivare attacchi di panico.

Disturbo di Ansia da Separazione: solitamente diagnosticato in età evolutiva, è riferito ad una condizione di ansia provata quando si vive un allontanamento da casa e dalle figure di attaccamento e comporta i classici sintomi fisici dell’ansia come nausea, vomito, mal di testa, vertigini, malessere. Il soggetto è riluttante a star da solo senza le figure familiari ed è frequentemente tormentato da incubi e preoccupazioni di perdere le persone che si occupano di lui.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta a Milano si occupa di ansia, attacchi di panico e altri disturbi correlati a stati ansiosi, utilizzando psicoterapia e tecniche di Mindfulness. Riceve in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A. Effettua anche sedute di psicoterapia online avvalendosi di Skype.