Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese

Depressione a Natale

Il periodo di natale rappresenta realmente un fattore di rischio per stati depressivi e ansiosi riscontrando anche un aumento dei tentativi di suicidio il giorno di natale stesso. Nonostante non esista clinicamente una categoria diagnostica che definisce la deflessione del tono dell’umore causata dal natale o, in generale, dalle festività, essa si manifesta ugualmente come un fenomeno molto presente e visibile nella società occidentale.

Nei termini della statistica, la presenza di sintomi d’ansia è manifestata da circa il 23% della popolazione (per una popolazione compresa tra i 18 e 75 anni), mentre i sintomi depressivi riguardano il 16% delle persone dello stesso campione. Una percentuale che si aggira intorno al 30% non riesce a definirsi né ansiosa né depressa, ma riferisce una sorta di malessere interiore spiegato soprattutto come apatia a livello dell’umore, abulia, desiderio di non pensare e di vivere superficialmente tale periodo tornando velocemente agli impegni della quotidianità. Colpisce specialmente gli uomini (addirittura il 55%) e le persone over 60 (37%).

Si tratta di statistiche che meritano le dovute considerazioni. Il clima di festa, di felicità e di famiglia riunita non sempre genera atteggiamenti gioiosi, tutt’altro. Si osservano persone che manifestano reazioni emotive molto accentuate quali senso vuoto interiore, tristezza e vissuti di solitudine causati dal forzato spirito di allegria e di benevolenza proposto.

Noto che i pazienti, in prossimità del natale, riferiscono in psicoterapia un aumento della malinconia e del vissuto di abbandono. Essi affermano inoltre che, in aggiunta a tali stati d’animo, si somma il disagio del sentirsi lontani dallo spirito gioviale che accomuna le persone vicine, quasi dovesse essere scontato ed automatico provare le stesse emozioni di fronte allo stesso evento senza tener conto delle complessità mentale, temperamentale, emotiva, mnemonica degli eventi personali avvenuti nel passato che caratterizza ciascun individuo. Inconsciamente l’individuo sente questo, cioè sente di dover aderire alla logica degli eventi tale per cui se l’evento è lieto, lo stato d’animo deve essere gioioso. Ciò alimenta una forte sensazione di inadeguatezza e disagio sociale, faticando ad ammettere e riconoscere che per sé stessi esiste una correlazione inversa tra l’atmosfera spensierata circostante ed umore.

Perché succede di sentirsi depressi a natale?

Secondo la tradizione, il natale prende il significato del trionfo della famiglia che si riunisce e che condivide benessere. La tradizione ha sempre un peso che, per chi la subisce, toglie lo spazio di una personale elaborazione.

La depressione natalizia raggiunge quella popolazione che vive la festa come occasione per fare un personale bilancio osservando con attenzione il proprio stato, specie a livello relazionale e affettivo. E’ il momento in cui ci si ferma e nel fermarsi la mente pensa. Si valuta il momento della vita in cui si è. Avviene verso il finire dell’anno, che tutti avvertiamo, nel bene o nel male, come un momento di chiusura e quindi, mi ripeto, di bilanci e di timore per ciò accadrà nel futuro. Emerge il ricordo del passato e di ciò che non si può più avere indietro. Per gli emarginati, per chi non è abbiente, per gli anziani, per i separati, per chi ha perso un proprio caro, per chi si trova in una nuova condizione di famiglia allargata in cui il senso di intimità e di vicinanza ai figli è totalmente stravolto rispetto al passato, il natale è un momento di sofferenza profonda.

Spesso i pazienti portano la malinconia e l’angoscia del Natale causata da uno spirito sereno che non si riesce a vivere. Il natale è l’occasione che ci pone di fronte ai cambiamenti del passato, alla nuova realtà ed ai limiti della realtà. Rappresenta sempre il momento per parlarne e valorizzare i legami di un tempo senza fuggire dalla malinconia. Ci accorgiamo, non più confusi dagli impegni del quotidiano, del punto in cui siamo.

Il natale è una delle occasioni che ci inchioda di fronte al limite della realtà. Se non si incontra la propria sofferenza causata dal limite dell’ideale versus il reale (festa ideale immaginata versus festa realmente vissuta), non si impara ad essere consapevoli di sé, né si coglie l’opportunità di imparare a stare dentro alle emozioni, qualsiasi essere siano, anche sgradevoli, ma cariche del significato della propria storia.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa a Milano e Psicoterapeuta, si occupa di problematiche legate a ansiadepressione e disturbi dell’umore che possono emergere anche in occasione di momenti socialmente riconosciuti come portatori di gioia e armonia. Riceve a Milano, in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A.