Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese
La psicotrerapia via Skype offre risultati validi al pari del setting tradizionale

La psicoterapia online con Skype

Si pensa che la psicoanalisi non sia al passo con i tempi moderni. Ciò non è propriamente corretto se si osserva che, al giorno d’oggi, vi è una buona offerta di psicoterapeuti che si propongono per colloqui clinici utilizzando le telecomunicazioni adeguandosi ad una richiesta sempre maggiore di persone che, per varie esigenze, risultano impossibilitate a recarsi fisicamente negli studi di psicoterapia.

Attualmente, stiamo assistendo ad una crescita esponenziale di utilizzo dei mezzi di comunicazione telematici per fare psicoterapia e certamente tale espansione proseguirà seguendo l’attuale trend di propagazione. Addirittura, l’aver sdoganato la comunicazione online, ha consentito di aumentare il numero di accessi alla psicoterapia poiché possono aderirvi anche quelle persone che si precludevano aprioristicamente un percorso di cura di sé a causa di motivazioni legate alla mobilità fisica, alla difficoltà di spostamento e ad un particolare stile di vita caratterizzato da continue trasferte, da turni di lavoro, da giornate cariche di impegni. Il canale telematico azzera completamente il problema del disagio fisico di raggiungimento dello studio del terapeuta e certamente offre un grande vantaggio in termini di flessibilità delle tempistiche della seduta.

Tali aspetti determinano il successo di Skype che, tra i vari mezzi di telecomunicazione, rappresenta il modo di far terapia più popolare tanto da essere già stato considerato in Inghilterra meritevole di un suo nome proprio, “Skypotherapy”.

Perché i pazienti desiderano usufruire di una psicoterapia via Skype?

Oltre ad una ragione puramente legata alla necessità pratica di superare più agevolmente la distanza fisica a causa di specifiche problematiche del paziente, esistono altre motivazioni che spingono una persona a richiedere un contatto intermediato dallo schermo. Si rileva, ad esempio, una percentuale di persone che desiderano non incorrere nel rischio di scegliere una figura clinica che abbia connessioni con il proprio ambiente geografico e sociale.

Gli individui che decidono di aprirsi ad un percorso di analisi di sé e delle proprie delicate problematiche valutano attentamente la persona alla quale intendono affidarsi. La scelta è sempre un’operazione di valutazione sofisticata. Anche se il paziente spesso non ne è totalmente consapevole, ha già un’idea del tipo di psicologo al quale vorrebbe riferirsi e prende in esame diversi aspetti prima di fare la selezione dei possibili psicoterapeuti, mettendo in rilievo ogni vantaggio/svantaggio relativo a ciascuno di essi. Esistono persone estremamente sensibili circa il tema della privacy e scelgono lo psicologo sulla base del criterio della riservatezza. Esse vivono con grande sforzo il doversi raccontare di fronte ad una persona per quanto sappiano sia professionale e non giudicante. Dal momento che non intendono rinunciare né ad occuparsi di sé e ad aprirsi totalmente né a vivere con serenità le sedute, optano per una figura clinica che non appartenga in nessun modo alla loro cerchia di frequentazione scegliendo, quindi, un terapeuta che si trova dislocato in un centro diverso, distante dal proprio.

Un’ulteriore ragione per cui aspirare ad effettuare delle sedute online riguarda quei pazienti che presentano una personalità con una spiccata inclinazione all’isolamento sociale. Esistono individui eccessivamente ritirati socialmente, ma non per questo non motivati e desiderosi di occuparsi e di superare tale problematica. In tal caso, l’esperienza di apertura rimane molto difficile e stressante, tra sentimenti di ansia e di imbarazzo, pertanto, effettuare almeno le prime sedute di psicoterapia in un luogo conosciuto e sicuro come quello della propria casa potrebbe rendere maggiormente possibile superare il disagio della prima conoscenza acclimatandosi gradualmente all’ambiente relazionale che si crea con l’analista.

Ci sono ulteriori svariati specifici casi per cui si rende utile optare per una terapia online, ma il requisito fondamentale è che lo psicologo svisceri molto bene e sin dal principio con il paziente la ragione per cui si sta compiendo tale scelta. Poterne parlare significa iniziare immediatamente il percorso di cura, nel senso che si analizza la ragione per cui si rende necessario adottare un setting che si fonda su Skype o qualsiasi altro mezzo di telecomunicazione. Ciò è fondamentale farlo, ad esempio, nel caso di un paziente che soffre di ansia, di fobia sociale, di isolamento relazionale. Se il terapeuta non elaborasse assieme al paziente affetto da tale disagio sociale il motivo per cui si rende necessario quel setting, semplicemente asseconderebbe il sintomo del paziente colludendo con esso, senza analizzarlo, senza capirlo e senza proporre un programma di risoluzione.

Ci sono studi clinici che validano la psicoterapia via Skype?

Vi sono numerose pubblicazioni scientifiche che valutano l’efficacia di un trattamento effettuato in modo virtuale. Tendenzialmente le ricerche sperimentali evidenziano riscontri incoraggianti da parte del paziente e del clinico.

La letteratura scientifica riporta un’importante ricerca condotta dall’Università di Pittsburgh. Si tratta di un grande studio longitudinale durato due anni ed inclusivo di un campione di 704 pazienti affetti da depressione ed ansia. L’età del campione andava dai 18 ai 75 anni ed è stato diviso in maniera randomizzata in tre gruppi: un gruppo frequentava il classico setting psicoterapeutico con la presenza fisica del clinico; il secondo gruppo veniva assegnato ad un programma di otto sedute di psicoterapia online ad orientamento prettamente cognitivo-comportamentale; il terzo gruppo usufruiva sia del programma online sia di un gruppo di sostegno (un gruppo di auto-aiuto) frequentato in modo telematico. La valutazione della sintomatologia dopo il trattamento ha dimostrato un miglioramento per le persone che sono riuscite portare a termine più della metà della terapia equiparabile tra i tre gruppi.

I percorsi psicoterapeutici a carattere telematico si dimostravano, quindi, efficaci tanto quanto la psicoterapia effettuata in un setting tradizionale. Tali risultati hanno importanti implicazioni nello sviluppo di nuove modalità di cura della salute psichica.

Ci sono controindicazioni alla psicoterapia via Skype?

La psicoterapia effettuata in maniera telematica deve essere ben valutata dal clinico. Certamente non va proposta in tutte quelle situazioni in cui il paziente si trova in una fase acuta di malattia e dove il terapeuta deve monitorare il soggetto di persona a causa di una determinata sintomatologia.

Inoltre, non tutti i pazienti sono in grado di sostenerla. Per molte persone poco inclini alla tecnologia potrebbe essere fonte di disagio. Non è consigliabile nemmeno per quelle persone molto predisposte alla presenza ed al contatto fisico con lo psicologo come possibilità di sentirsi accolte e, quindi, maggiormente incentivate ed agevolate ad aprirsi.

La psicoterapia effettuata con Skype o qualsiasi altro strumento di comunicazione online ha aspetti vantaggiosi e svantaggiosi a seconda del paziente e del suo quadro clinico. Il terapeuta deve valutare attentamente sia la richiesta del soggetto sia della sua sintomatologia e stabilire con lui il miglior setting di trattamento.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta a Milano è specializzata in terapia di coppia. Riceve in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A. Effettua anche sedute di psicoterapia online avvalendosi di Skype.