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Psicoterapeuta Milano

MBCT – Terapia cognitiva nel disturbo depressivo

MBCT si traduce in Mindfulness-Based Cognitive Therapy. Si tratta di un programma di terapia cognitiva basata sulla consapevolezza elaborato dai professori anglo-canadesi Zindel V. Segal, Mark G. Williams e John D. Teasdale, che nasce con l’obiettivo di prevenire le ricadute depressive combinando il protocollo Mindfulness di Jon Kabat-Zin sulla riduzione dello stress (Mindfulness Based Stress Reduction, MBSR) con gli elementi della terapia cognitiva.

Tale trattamento prende vita dalle osservazioni di Segal, Williams e Teasdale relative al periodo successivo un episodio depressivo, periodo in cui il paziente ha recuperato un tono dell’umore normale (normotimia). I tre studiosi hanno notato che i soggetti, a seguito di un episodio di depressione, presentano una significativa vulnerabiltà sulla quale poter intervenire. È come se, nonostante un recuperato e stabile tono dell’umore, la depressione lasciasse il suo segno depositando nell’individuo una suscettibilità al pensiero negativo. Tale suscettibilità rappresenta un fattore di rischio poiché può innescare lo stesso processo di pensiero disfunzionale adottato durante la fase depressiva con le conseguenti medesime sensazioni fisiche di stanchezza, ipersensibilità, dolore generalizzato così come le identiche reazioni comportamentali vissute durante il periodo di malattia. Pertanto, un relativo lieve aumento del vissuto di tristezza (come è normale accada nella quotidianità) per una persona che ha sperimentato un episodio depressivo in precedenza può scatenare lo stesso modello di pensiero negativo vissuto durante la fase di malattia riattivando le stesse manifestazioni. Sostanzialmente, è come se le persone con un passato di depressione fossero psicologicamente vulnerabili ad un tono dell’umore deflesso ed avessero un’accessibilità relativamente facile ai loop negativi di pensiero.

Lo stile di pensiero ruminante

I pazienti che riportano vulnerabilità, o tendenza a ricadere nel processo di ragionamento disfunzionale e depressivo, mostrano uno stile di pensiero ruminante, costantemente centrato su di sé e sul problema, orientato a cercare ossessivamente risposte senza margine di flessibilità e senza possibilità di tollerare i vissuti sfavorevoli che, al contrario, vengono enfatizzati causando una spirale negativa di pensiero senza uscita. I tre studiosi del programma MBCT affermano che la mente opera sostanzialmente in due modi: il primo modo è basato sul fare, il secondo modo è basato sull’essere. Il modo basato sul fare, detto “driven-doing mode”, appartiene allo stile ruminante e può essere spiegato come il lavoro che la mente compie per raggiungere obiettivi. Può essere considerato utile per ottenere ciò che si desidera, ma nel momento in cui non si riesce ad arrivare a ciò che si vorrebbe, ecco che la mente inizia ad attivare il rimuginio, un circuito di pensiero ripetitivo ed incastrato su ragionamenti disfunzionali che non portano alla soluzione ma ad uno spreco di energia ed all’attivazione di aspetti negativi che toccano non solo il pensiero ma anche le emozioni, le sensazioni fisiche e le reazioni comportamentali. Il modo basato sull’essere, invece, non è orientato all’obiettivo. In questo caso, la mente non ha nulla da fare e nessun luogo da raggiungere. La mente è concentrata completamente sull’esperienza istantanea permettendosi di essere pienamente presente e consapevole su ciò che avviene nel momento attuale. Grazie alla modalità essere, si può disinserire il meccanismo automatico del pensiero ruminante e si possono esplorare le difficoltà divenendo consapevoli del proprio modo di pensare, degli ingranaggi del proprio stile di pensiero e degli automatismi messi in atto. È attraverso la consapevolezza che si insegna alle persone che presentano una mente ruminante a disinnescare il pilota automatico e ad impegnarsi nell’indagine dei loop negativi e dei vissuti sgradevoli.

In cosa consiste la MBCT

Il protocollo di terapia cognitiva MBCT è uno strumento che consente di gestire il processo del pensiero negativo permettendo il contatto con esso in modo consapevole con ricadute positive a livello di emozioni, sensazioni del corpo e comportamento. L’MBCT fonda il suo approccio sulla consapevolezza e sul decentramento. Il decentramento è un punto chiave della terapia che sottolinea l’opportunità di incoraggiare un nuovo punto di vista. I partecipanti al programma MBCT sono invitati ad osservare tutte le espressioni di se stessi in modo consapevole ma non giudicante coltivando una posizione decentrata rispetto ai propri pensieri e sentimenti negativi. In questo modo, tali aspetti possono essere visti come semplici eventi mentali piuttosto che aspetti che rispecchiano esattamente la realtà. C’è più libertà di scelta e meno possibilità di essere dominati dagli automatismi depressivi. Per facilitare la prospettiva decentrata, il paziente viene stimolato ad essere aperto ad accettare e ad accorgersi dell’esperienza che sta vivendo nel momento presente cercando di capirla dall’interno. Assumere una prospettiva decentrata significa poter notare come si sta affrontando quella situazione, con quali pensieri e quali vissuti, vedendoli ed accorgendosi di essi. Ciò dà vita ad affermazioni come: “Noto che ho questi pensieri, ma si tratta di pensieri che hanno a che fare con il mio stile usuale e negativo di vivere le esperienze e non si tratta della realtà”. Ecco che in questa maniera si diviene consapevoli delle proprie cognizioni andando a disinnescare gli automatismi ruminanti e prevenendo l’escalation di pensieri negativi che porterebbero alla depressione.

Gli effetti e l’efficacia della MBCT

Diversi studi clinici hanno dimostrato l’efficacia della MBCT nel prevenire significativamente il tasso delle ricadute depressive in pazienti che presentano una storia caratterizzata da tre o più episodi di Depressione Maggiore Ricorrente. Un primo studio rivela che su un campione di 145 pazienti affetti da depressione ricorrente, la percentuale di soggetti ricaduti era del 66% nel gruppo trattato con la terapia antidepressiva usuale a differenza del 37% del gruppo sottoposto al trattamento con MBCT. Nel 2000, Teasdale ha riproposto uno studio clinico sperimentale per pazienti che avevano manifestato almeno tre episodi di depressione nel passato, registrando un’importante riduzione delle ricadute per merito del trattamento MBCT: il 36% per i soggetti sottoposti a MBCT versus il 78% per i pazienti mai sottoposti ad MBCT. Successivamente, negli anni 2008 e 2009, sono state pubblicate quattro ricerche scientifiche condotte su soggetti affetti da Disturbo d’Ansia Generalizzata e Disturbo Bipolare ampliando così il campo di osservazione degli effetti del programma MBCT ad altre patologie. Dai risultati emerge che anche coloro che soffrono di tali psicopatologie mostrano un effetto positivo immediato sui sintomi ansiosi e depressivi, sui pensieri rimuginativi e sui problemi del sonno. Negli anni recenti si sono succedute ulteriori evidenze provate da dati reali che dimostrano la validità del trattamento MBCT tanto che il NICE anglosassone (National Institute for Clinical and Health Excellence) esorta la strutture deputate alla cura della salute mentale ad istituirlo come trattamento di routine nelle terapie antidepressive.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta a Milano è specializzata MBCT, terapia cognitiva nel disturbo depressivo. Riceve in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A. Effettua anche sedute di psicoterapia online avvalendosi di Skype.