I colloqui psicologici e la psicoterapia sono stati descritti per tanti anni tramite stereotipi pieni di lacune e preconcetti tali per cui molte persone pensano che si tratti di qualcosa per ricchi e famosi piuttosto che per “matti”. La verità è che il counseling (colloqui psicologici di sostegno) e la psicoterapia hanno un enorme potenziale in grado di aiutare anche coloro i quali non sentono la necessità di affidarsi ad uno psicologo.

In questa pagina proveremo a sfatare qualcuno degli stereotipi più comuni sulla psicologia, sulla psicoterapia e la psicoterapia di coppia.


Falso mito Numero 1: lo psicoterapeuta è in grado di leggere la mia mente

Il tuo psicologo lavorerà con te per esplorare le tue emozioni ed i tuoi vissuti più profondi per capire insieme quali sono le cause dei tuoi sentimenti e cosa potrebbe cambiare le tue reazioni di fronte a determinati eventi ma il tuo psicoterapeuta saprà solamente quello che tu vorrai condividere. Non esistono psicologi, psichiatri o “mentalisti” in grado di leggere la tua mente. Quanto più vorrai aprirti, tanto più darai la possibilità al professionista che ti accompagna in questo cammino di capirti e nello stesso modo osserverò i tuoi comportamenti. Facciamo un esempio: una persona che racconta qualcosa potrebbe accavallare le gambe ed incrociare le braccia, guardare il pavimento o girare lo sguardo verso una parete. Se lo psicologo si accorge di questo comportamento e lo fa notare non sta facendo altro che sottolineare un comportamento al fine di far comprendere quanto questo ricordo stia provocando un disagio nel paziente. E’ importante comprendere che il psicoterapeuta non sta cercando di spingerti a raccontare ulteriori dettagli o a scoprire se stai mentendo o omettendo delle parti. Il compito dello psicoterapeuta è quello di entrare in sintonia con il tuo vissuto per capire meglio la situazione e, di conseguenza, trovare un modo per aiutarti.

Falso mito numero 2: seduto su una sdraio a raccontare l’infanzia

Lo psicoterapeuta seduto alle spalle del paziente che è sdraiato sulla sedia relax a raccontare la propria infanzia è uno stereotipo molto hollywoodiano ormai entrato nelle credenze popolari. La realtà è che secondo le più recenti tecniche di psicoterapia, paziente e terapeuta siedono uno di fronte all’altro e, nonostante in alcuni casi particolarmente traumatici ci si ritrovi a parlare dell’infanzia, molto più spesso ci si ritrova a parlare dei pensieri, delle emozioni, delle reazioni e dei comportamenti della quotidianità piuttosto che del recente passato. In ogni caso, sarai sempre tu a decidere quali argomenti raccontare e quali approfondire per raggiungere i risultati stabiliti.

Falso mito numero 3: La psicoterapia dura anni

Fin dal primo incontro, molti pazienti mi chiedono quanto durerà la psicoterapia. E’ evidente che ogni persona ha una situazione singolare che richiede percorsi personalizzati Non esiste alcuna regola o statistica in merito che si possa applicare. In alcuni casi si può convenire che una breve serie di colloqui psicologici di sostegno (counseling) possa essere sufficiente per arrivare preparati ad un momento specifico, si pensi ad una presentazione in pubblico piuttosto che l’avvicinamento ad un cambiamento radicale come il raggiungimento della pensione. Al contrario, ci sono situazioni più complesse di personalità, di storie familiari piuttosto che disturbi dell’umore che richiedono necessariamente un maggiore approfondimento. In ogni caso, la decisione sulla frequenza e la durata della psicoterapia sarà condivisa sulla base delle tue aspettative, dei risultati ottenuti e del tipo di percorso che si è deciso di fare ma sarai comunque libero di interrompere, modificare o prolungare la nostra collaborazione in ogni momento ed in totale assenza di vincoli.

Falso mito numero 4: Psicologia o Psichiatria (=utilizzo di medicinali)

E’ un dibattito aperto e ci sono diverse correnti di pensiero. E’ innegabile che in determinate situazioni l’utilizzo di farmaci sia un supporto fondamentale senza il quale neanche un giornaliero supporto psicoterapeutico potrebbe portare agli stessi risultati. Ancora una volta la singolarità degli individui e dei loro vissuti fa sì che non esista una risposta assoluta a questa domanda ma è altrettanto evidente che così come l’utilizzo di farmaci non è indispensabile per ogni tipo di mal di pancia, così non può essere per ogni tipo di disagio psicologico. Ad esempio, per alcuni casi di disturbi dell’umore (ansia, depressione, attacchi di panico) è provato che una buona psicoterapia sia più efficace e meno invasiva dell’utilizzo di farmaci antidepressivi.

Falso mito numero 5: la psicoterapia è adatta ai deboli e a chi non sa affrontare i problemi

Uno degli stereotipi peggiori che descrivono il lavoro dello psicologo è il pensiero che lo stesso sia per coloro i quali sono troppo deboli per gestire le proprie problematiche piuttosto che sia per coloro che hanno una comprovata malattia mentale. Niente di più falso. Ci sono molti motivi per cui una persona potrebbe sentire la necessità di un incontro di sostegno o di psicoterapia. Problemi relazionali, gestione dello stress, dell’ansia, problemi economici, traumi, dipendenze da droga, da gioco d’azzardo o da videogiochi/internet, anoressia, bulimia o perché vogliono smettere di fumare ma non ci riescono, problemi della coppia, gestione dei figli….. La lista è pressochè infinita se si pensa a quante sono le situazioni che ci troviamo ad affrontare ogni giorno e a quante di queste reagiamo guidati dall’inerzia e non dalla consapevolezza del perché delle nostre reazioni. Un supporto psicologico può essere un approccio coraggioso e proattivo per cercare una felicità ed una consapevolezza di cui non possiamo essere spaventati.

Falso mito numero 6: la psicoterapia risolverà tutti i miei problemi

Lo scopo della psicoterapia è quello di aiutare le persone a gestire la propria vita con più consapevolezza e quindi maggiore felicità ma non è una soluzione assoluta né tanto meno rapida. Il tuo psicologo non risolverà i tuoi problemi ma ti aiuterà ad affrontarli andando a fondo per comprendere la tua situazione. La psicoterapia serve per dare più forza alle tue decisioni al fine di stabilire cosa è meglio per te nelle varie situazioni. Se il psicoterapeuta fosse in grado di risolvere per te tutti i tuoi problemi ti indebolirebbe rendendoti insicuro nel momento in cui ti trovassi da solo a dover prendere una decisione importante. Va da sé che non è questo lo scopo della psicoterapia. Dedicheremo del tempo, cureremo i dettagli e faremo riflessioni per comprendere meglio come sviluppare la capacità do affrontare gli ostacoli.

Falso mito numero 7: lo psicologo mi risponderà ad ogni ora del giorno e della notte.

Anche questo falso mito deriva da uno stereotipo molto usato nei film americani. Il lavoro di uno psicologo non può essere in ogni momento. Paziente e psicoterapeuta che vogliono capire e comprendere i problemi hanno necessità di avere uno spazio ben definito da un mutuo accordo che comprende aspetti impliciti (i principi del terapeuta, il rispetto, l’educazione) ed espliciti (luogo, orario, tempi) nonché aspetti concreti. Mentre da una parte lo psicologo deve essere predisposto e concentrato sul paziente, dall’altra il paziente stesso ha la necessità di avere la mente libera ritagliandosi un momento per se che si costruisce con la riflessione e l’analisi dei temi da portare in psicoterapia.

Falso mito numero 8: come può una persona che non mi conosce aiutarmi?

La possibilità di conoscere una persona partendo da un “foglio bianco”, senza pregiudizi, senza preconcetti è proprio uno degli aspetti più affascinanti della psicologia. Non conoscere il paziente permette al terapeuta di essere neutrale, obiettivo e non giudicante. Le persone a noi vicine ci possono dare un enorme supporto ma talvolta potrebbero avere difficoltà nell’essere onesti perché, ad esempio, potrebbero aver paura di ferirti così come tu potresti sentire la necessità di omettere qualcosa per non offenderli. Durante gli incontri con lo psicologo sarai in uno spazio “tuo”, riservato e con la garanzia di avere di fronte un professionista preparato che ha investito anni per imparare valori quali l’ascolto, la gestione delle problematiche e le possibili soluzioni.

Falso mito numero 9: il mio psicoterapeuta si interessa a me solamente perché lo pago

Nonostante lo stereotipo della psicoterapia come vezzo per ricchi e famosi, la realtà è che il lavoro di psicologo è un lavoro di passione con tanti rovesci della medaglia. Prendermi cura di una persona potendomi avvicinare ai pensieri più profondi, alle sofferenze ed alle emozioni più intime ha da sempre rappresentato la spinta principale a compiere la mia formazione professionale. Il rispetto e la gratitudine per un paziente che si apre ad una relazione psicoterapeutica offrendo la parte più preziosa di sé costituiscono i presupposti fondamentali con cui mi occupo della mia professione. Durante gli incontri sarò seduta di fronte a te con un genuino interesse ad aiutarti nel superare gli ostacoli e non semplicemente perché sono pagata. La soddisfazione che proverò quando insieme condivideremo che avremo raggiunto i risultati che ci eravamo prefissati mi ripagherà molto più di ogni altra moneta.