Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese
Psicologa Milano Psicoterapeuta Ansia Stress Mindfulness

Cos’è lo stress

Lo stress è un elemento naturale ed inevitabile della vita. Si tratta di un concetto molto vasto e complesso e per questo racchiude un’elevata gamma di esperienze umane. Ognuno di noi attribuisce allo stress un significato soggettivo; esso si presenta a diversi livelli e scaturisce da varie cause. Negli anni cinquanta, Hans Selye ha reso popolare l’uso del termine “stress” attraverso i suoi studi in fisiologia animale in condizioni di difficile sopravvivenza. Ciò che è interessante e che viene sottolineato da Selye è la non-specificità della reazione allo stress: l’organismo manifesta una risposta fisiologica generalizzata finalizzata ad adattarsi alle pressioni a cui il soggetto è sottoposto. Selye ha chiamato questa risposta general adaptation syndrome (sindrome generale di adattamento) e presuppone una presenza di pericoli, traumi o situazioni difficili nei confronti dei quali l’individuo si attiva per preservare la sua vita e, a volte, riuscendo a mantenere un buon livello di efficienza. La patologia dell’adattamento avviene quando il tentativo di rispondere agli stimoli stressanti risulta inadeguato e disregolato. Gli stimoli esterni sono solo una realtà, di per sé non sono né un bene né un male (ovviamente nel caso in cui non si tratta di vere e proprie minacce alla vita). Possono essere di elevata intensità oppure presentarsi costantemente, ma, come afferma Martin Seligman, psicologo statunitense fondatore della psicologia positiva, “non è tanto il potenziale stressore in sé, quanto il modo in cui lo percepiamo e lo affrontiamo che fa sì che esso sia causa di stress o meno”.

Strategie di adattamento inappropriate

Molti di noi adottano strategie di adattamento distruttive che tendono ad aumentare lo stress piuttosto che ridurlo. La negazione, ad esempio, è una strategia disfunzionale dal momento che non permette di affrontare il problema reale. Le persone che negano di sentirsi tese, nonostante più aspetti del loro corpo e del loro atteggiamento lo dimostrino, ammettono implicitamente la presenza di una chiusura corporea ed emotiva. Non voler riconoscere il peso della pressione gravare su di sé, certamente non aiuta a scaricare la tensione.

Un’ulteriore tendenza diffusa appartiene al ricorso alle sostanze. Con questo non si intendono esclusivamente alcol e droghe, ma anche sostanze di ordine comune quali nicotina, caffé, tranquillanti, farmaci di vario tipo. L’attrazione verso tali rimedi nasce dall’esigenza di sentirsi immediatamente meglio quasi fosse impossibile tollerare il fastidio procurato da un qualsiasi fattore stressante, fastidio che, tra l’altro, se ascoltato, porterebbe l’attivazione di un valido sistema di strategie di auto-aiuto. Le sostanze sono comode, potenti, facilmente reperibili, danno un effetto sicuro, pertanto molte persone ne usufruiscono con l’idea di recuperare il controllo e gestire lo stress quando invece ciò non aiuta ad affrontare efficacemente i problemi. Anche il cibo può essere incluso nella stessa categoria delle sostanze e questo non perché vada a toccare direttamente il sistema nervoso, quanto piuttosto perché va a placare stati d’animo caotici ed eccessivamente attivati.

Nel tempo, gli effetti cumulativi delle strategie disfunzionali allo stress causano un circolo vizioso che porta al crollo, definita come reazione di black out psico-fisico che ferma e blocca qualsiasi possibilità di fare tentativi, oppure ad uno stato emotivo depressivo e ansioso dato dal senso di impotenza e disperazione, ben lontano dal senso di padronanza e di potenza mentale tanto utile nel momento della difficoltà.

Consapevolezza: rispondere allo stress anziché reagire

Normalmente, senza esserne consapevoli, reagiamo in modo automatico ad eventi esterni e vissuti interni. La vera svolta per rompere il circolo vizioso della reattività allo stress è diventare consapevole del momento in cui sta succedendo. In altri termini, il primo passo per risolvere lo stress è riconoscerlo. La risposta automatica ad uno stimolo è per definizione istintiva ed inconscia. Dal momento in cui si porta consapevolezza a ciò che si sta vivendo, si modifica immediatamente l’esperienza in modo sostanziale e questo perché noi diventiamo parte integrante dell’evento stressante. E’ come se il solo percepire consapevolmente i fattori di quel contesto stressante possa far cambiare tutto l’insieme prima ancora di agire concretamente. In effetti, adottare una posizione interna diversa, vale a dire consapevole, comporta un cambiamento decisivo, il cambiamento che porta a scegliere tra reagire o rispondere. Decidere di percorrere la strada della consapevolezza non significa evitare di sentirsi minacciati, ansiosi, arrabbiati, tesi, ma significa riuscire a vedere i propri stati d’animo, impulsi e reazioni che verrebbero agite quella determinata circostanza in modo automatico. La capacità di essere consapevoli è presente in ognuno di noi e ci permette di avere possibilità di scelta. Con uno sguardo consapevole su di noi stessi e sulle circostanze difficili che ci accadono normalmente, possiamo esaminare il modo con cui affrontare il problema senza per forza doverlo allontanare immediatamente, senza fuggire, o proteggersi, o arrendersi, o negare alcunché. Avendo presente la situazione pressante ed il modo in cui essa grava su di sé, si può far ricorso sapientemente alle proprie risorse interne per gestire lo stress e risolverlo.

Un breve accenno alla Mindfulness

Quando sopra descritto rappresenta il punto principale esposto dalla pratica Mindfulness che affonda le sue radici nel piano di meditazione buddista che ultimamente si sta diffondendo dall’Asia a tutto il mondo. Nonostante i principi per lo sviluppo della consapevolezza siano per lo più proposti dal contesto buddista, la loro essenza è universale. Per tali ragioni, senza far riferimento alle tradizioni religiose orientali, è stato sviluppato il programma Mindfulness finalizzato a fare apprendere ed imparare l’attenzione su di sé come strumento di autocomprensione e di autoindagine. Con la consapevolezza è più facile osservare con chiarezza il modo in cui affrontiamo glieventi della vita e abbiamo quindi l’opportunità di apportare cambiamenti e miglioramenti qualitativamente significativi. La forza della Mindfulness è di non dipendere da alcun sistema di ideologie né da alcuna credenza religiosa di modo che i suoi benefici possano essere accessibili a chiunque.

Questo rappresenta solo un accenno circa i presupposti e gli intenti della Mindfulness.

Nel prossimo articolo, verrà approfondito maggiormente tale tema ed esplicato con ulteriori dettagli.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa a Milano e Psicoterapeuta, si occupa di Mindfulness per ansia e stress a Milano. Riceve a Milano, in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A.