Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese

Che cosa significano i sogni dei bambini?

Dormire permette di abbassare la soglia della coscienza senza smettere di pensare. Attraverso i sogni si ha la possibilità di elaborare esperienze, conflitti e paure, soddisfare bisogni e desideri, attuare comportamenti che mai ci permetteremmo nella vita cosciente. Non solo. Secondo Freud e il metodo psicoanalitico, i sogni ci permettono di conoscere anche ciò di cui non siamo coscienti. Poter raccontare i propri sogni in psicoterapia e poterli bene interpretare è sempre un’ottima opportunità di arrivare facilmente in profondità a segnali che il nostro inconscio coltiva.

Già i bambini di due e tre anni ci riferiscono di sogni di paura attraverso le loro reazioni notturne; anche tra i quattro e i sei anni emergono sogni ansiogeni e aggressivi su tematiche molto comuni come, ad esempio, desideri proibiti nei confronti di un genitore, oppure verso un fratellino che invade il proprio spazio e suscita sentimenti di rabbia e di colpa. Le immagini oniriche sono connotate da figure riconosciute come potenti dal bambino (es. il genitore, la maestra, il poliziotto, il super eroe del cartone animato), talvolta assumono un atteggiamento minaccioso e attuano punizioni sproporzionate rispetto al comportamento di cui il piccolo si sente colpevole. Man mano che il bambino cresce, aumentano le capacità di esprimere le pulsioni aggressive e le paure ed è a a partire da quel momento che la sensibilità del genitore di accogliere e decifrare il mondo interno del figlio diventa fondamentale. I piccoli, esattamente come i grandi, hanno una vita emotiva intensa e complessa caratterizzata da sentimenti contrastanti e da bisogni profondi. A differenza degli adulti, non hanno sufficienti capacità di capire da soli l’adeguatezza e la normalità nel provare certi sentimenti riconducendoli a motivi reali e comprensibili, al contrario li temono e li interpretano come segnali di “cattiveria” difficili da ammettere e confessare.

A tal proposito riporto brevemente il caso di una bimba di 8 anni con problemi di sonno:
Matilde è una bambina intelligente e vivace, sicuramente stimolata dalla presenza di suo fratello e di sua sorella maggiori rispettivamente di quattro e cinque anni rispetto a lei. I genitori di Matilde lavorano a tempo pieno e la bimba passa tutto il pomeriggio a casa con i nonni dopo la scuola. La sera vorrebbe la disponibilità dei fratelli per giocare ma purtroppo non la trova poiché condividono necessità ed interessi diversi. Matilde si sente sola e allontanata e ripiega la sua volontà di occupare il tempo andando a stuzzicare i fratelli che puntualmente si arrabbiano e alzano la voce. I genitori placano prontamente gli eccessi di rabbia dei figli, separandoli negli spazi ed impartendo punizioni poiché turbati in prima persona dal clima elettrico che respirano in casa. Quando i genitori mi portano Matilde mi spiegano che la bambina ha difficoltà ad addormentarsi, teme la notte ed il distacco dalla mamma poiché spesso, nel cuore della notte, si sveglia agitata da brutti sogni e va alla ricerca dei genitori che la tranquillizzano e minimizzando l’accaduto. Chiedo a Matilde di disegnarmi la scena di un incubo che le è rimasto impresso e lei diligentemente esegue il disegno di sua sorella ammanettata nella macchina della polizia con il volto bruciato. Riferisce di aver pianto in seguito a quel brutto incubo, di averne parlato con i genitori che l’hanno rassicurata sul fatto che si trattasse solo di un sogno consigliandole di non pensarci più. Ciò che si può dire in merito a questo caso, utilizzando anche test clinici psicologici e disegni mirati, è che Matilde dentro di sé cova una grande rabbia. La rabbia è per il senso di esclusione che avverte in famiglia, per la difficoltà di non riuscire a ricavare la sua possibilità di riconoscimento. Ciò aumenta notevolmente e prende la dimensione sintomatologica del disturbo del sonno perché è l’unico canale che Matilde ha a disposizione per esprimerla visto che i genitori, per quanto rassicuranti, implicitamente soffocano tale sentimento. Nel sogno della piccola emerge una grande rabbia che si esprime con la volontà di “annientare” la sorella (ammanettata dalla polizia e bruciata), ma anche il senso di colpa per aver provato una rabbia così grande (il volto bruciato della sorella che tanto ha angosciato Matilde). Si tratta di sentimenti profondi che, se opportunamente letti, fanno capire che cosa si muove all’interno del mondo infantile. In questo caso, Matilde ha bisogno di poter esprimere le sue emozioni ma spesso si trova impossibilitata a farlo visto che i genitori, presi dal dover essere ‘bravissimi genitori’, non la autorizzano perché desiderano che in casa viga un clima di pace a dispetto di ciò che più naturalmente ed intimamente Matilde prova. In sintesi e a grandi linee, la bambina teme la notte ed il sonno perché si tratta di un momento in cui il suo pensiero naviga libero e, talvolta, la porta su emozioni che ha imparato a non dover provare.

I genitori cercano l’aiuto psicoterapeutico quando il disturbo ha raggiunto dimensioni significative. Tendenzialmente, prima di approdare dallo psicologo, si sono sentiti dire che tutto era nella norma e hanno ricevuto i consigli più svariati per far dormire adeguatamente il proprio figlio senza ottenere successo. I suggerimenti che arrivano da più parti sono spesso generici e semplificati e, ovviamente, non tengono conto dello specifico mondo interno del bimbo, delle dinamiche della famiglia e delle personalità dei genitori.

Il sintomo di un membro della famiglia, sia anche del bambino, è spesso un sintomo che rappresenta una difficoltà che appartiene anche agli altri membri della famiglia o che riguarda l’equilibrio familiare. I genitori hanno bisogno di un aiuto valido per trovare il modo migliore di stare con i figli tenendo conto di ciò che sentono giusto per sé e per i piccoli.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta a Milano si occupa di psicoterapia in età infantile utilizzando psicoterapia e tecniche di Mindfulness. Riceve in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A. Effettua anche sedute di psicoterapia online avvalendosi di Skype.