Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese

La separazione: come dirlo ai propri figli

Come annunciare ai figli la scelta di separarsi?

Bisogna tener conto dell’età dei figli. I più grandi, ovvero coloro che sono maggiori di sette anni, sono pronti per dialogare, chiedere e ricevere chiarimenti. Ai più piccoli bisogna fornire spiegazioni maggiormente semplificate, hanno difficoltà a capire il motivo per cui non si può più vivere tutti insieme nella stessa casa e hanno maggiore comprensione nel momento in cui testano concretamente la divisione dei genitori. Sarà quella la circostanza in cui bisognerà fornir loro nuovamente dei chiarimenti. Con tutti è necessario puntare sulla rassicurazione e il conforto. Il messaggio che ha maggior effetto rassicurativo è dato dalla modalità attraverso la quale li si informa della scelta. Se la coppia riesce a superare le ostilità per annunciare insieme la decisione, il figlio riuscirà ad accettarla lievemente meglio. La coppia deve prepararsi consapevolmente a tale annuncio elaborando le argomentazioni che poi ogni genitore dovrà e saprà riprendere separatamente quando ne riparlerà con il figlio. Quest’ultimo deve avere la percezione che, dopo un periodo di conflitti, i genitori concordano sulla necessità di adottare la stessa soluzione che darà fine agli attriti. Se tutto ciò viene affrontato con pacatezza, il dolore può essere leggermente più lenito ed affrontato. Il trauma maggiore per il figlio è vedere che il conflitto non trova fine. Per quanto dolorosa sia la scelta, deve almeno risultare risolutiva e determinante per la cessazione degli scontri coniugali. L’annuncio della separazione deve segnare per il figlio un punto di ripartenza verso una nuova vita familiare, se possibile migliore rispetto a quella vissuta fino a quel momento.
Nelle coppie in cui vi è un disagio profondo, o in cui la scelta di separazione non è condivisa, bisogna affidarsi all’aiuto di una figura, professionale o amicale, che abbia le capacità e le competenze di mediare poiché, in tali situazioni, il rischio è che il riconoscimento della fine del legame possa divenire un argomento usato contro il coniuge.

Cosa e quanto bisogna raccontare ai figli?

Dire tutto o nascondere tutto, non è mai la giusta soluzione. Davanti ad un figlio si possono evocare eventi che hanno portato i genitori a litigare. La coppia deve necessariamente discuterne prima di modo che entrambi forniscano la stessa spiegazione degli stessi eventi, addirittura utilizzando le stesse parole. Ciascuno parla del proprio sentimento ma usando gli stessi esempi. Nel caso di separazioni in cui la scelta è stata voluta soltanto da uno dei due coniugi, lo si può spiegare al figlio sottolineando che esiste la possibilità di rispettare le decisioni altrui e che non si può costringere qualcuno ad amarci.
Il tono e la scelta delle parole rappresentano il veicolo fondamentale in grado di determinare la giusta o l’erronea modalità di accesso al messaggio, di elaborazione ed accettazione dello stesso. In sintesi, la coppia deve prepararsi molto bene a comunicare con il figlio avendo in mente i corretti passaggi da seguire. Nulla deve essere lasciato al caso ed entrambi gli adulti devono avere in mente una precisa e condivisa linea guida.

Si può evitare il dolore della separazione al figlio?

Quando ci si separa, nessun membro della famiglia è esente dal dolore. Tutti soffrono inevitabilmente e non c’è modo di evitare il dolore ai figli. La sofferenza è data dal tramonto di un ideale e dalla sensazione di fallimento. Per lenire il dolore dei figli, bisogna tener presente che loro tendono a sentirsi responsabili di ciò che accade e cercano di provare a rendere felici i genitori attraverso ostinati tentativi di riappacificazione e riavvicinamento, oppure dando sostegno agli adulti assumendosi il loro dolore. Il genitore si deve rifiutare di affidarsi al figlio. La rottura del legame è una realtà che può essere gestita e di questo deve esserne certo l’adulto. Deve sottoporsi a dolore, poi collera, poi nuova organizzazione. Se il genitore è costantemente consapevole della sua possibilità di gestione, saprà essere d’aiuto al figlio e saprà dargli, anche in quella occasione, la giusta ‘attrezzatura’ per gestire le future frustrazioni della vita.

Esistono le separazioni che non traumatizzano?

Sì, sono le separazioni in cui vige un clima pacifico, non violento e in cui gli adulti sono uniti come genitori. In queste circostanze, addirittura, il figlio può anche essere elettrizzato dalla possibilità di avere due case e due spazi in cui muoversi, vale a dire potrà scorgere nella nuova organizzazione anche alcuni aspetti positivi per sé stesso.

La dott.ssa Alessia Giulia Santoro, Psicologa a Milano e Psicoterapeuta si occupa di psicoterapia per la separazione a Milano e disturbi della personalità . Esercita la sua attività presso il Punto Raf dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Collabora presso lo Studio Psichiatria Integrata con la dott.ssa Cristina Selvi, psichiatra, in piazza Gorini 6, Milano.