Ricevo a Milano in San Babila, Città Studi e Porta Ticinese

Test di Rorschach

Comunemente chiamato il test delle macchie, è considerato in psicologia e psichiatria uno strumento diagnostico base per lo studio della personalità. Il suo nome deriva dal creatore Hermann Rorschach, medico psichiatra dei primi anni del ‘900, che, avvicinandosi alla psicoanalisi, iniziò a analizzare le percezioni

che le persone potevano avere di fronte a macchie di inchiostro colorato ottenuto attraverso la tecnica della Kleksografia (tecnica che consiste nel versare una colata di inchiostro su un foglio che viene poi piegato per ottenere un effetto di simmetria). Attraverso i suoi esperimenti e studi notò che il diverso modo di interpretare le macchie era legato all’assetto di personalità. Di fronte a quella intuizione, avviò uno studio di ricerca durato molti anni su di un campione di circa 400 soggetti in cui affinò il tipo di macchie e l’ordine di presentazione. Nel 1921 pubblicò i risultati ottenuti dalle sue valutazioni ed una proposta per validare definitivamente il test, ma l’anno successivo, a meno di 40 anni, morì ed il processo di standardizzazione del test fu portato avanti da psichiatri e psicologi europei e statunitensi che raccolsero, nel decennio successivo, dati clinicamente molto validi, tali da rendere questo reattivo il più usato e diffuso strumento di analisi delle personalità.

Di cosa si tratta

Si tratta di un test proiettivo; ciò significa che è costituito da elementi visivi intenzionalmente poco strutturate ed ambigue nei confronti dei quali il soggetto deve dare un’interpretazione o una spiegazione che rivela i tratti inconsci quali le emozioni, le difese, i conflitti, le rappresentazioni interiorizzate del proprio passato.

Il test si compone di dieci tavole, selezionate tra migliaia di macchie sperimentali, ciascuna realizzata con inchiostro monocromatico o colorato pressoché simmetrico. Il paziente deve dare la propria lettura della tavola che verrà successivamente analizzata e siglata dal clinico tenendo conto non solo del contenuto, vale a dire della figura che la persona attribuisce a quella forma, ma anche di alcuni agli indici che in gergo analitico vengono definiti determinanti e localizzazioni.

La tecnica del Rorschach fa emergere il modo con cui l’individuo organizza percettivamente lo stimolo riflettendo aspetti basilari delle proprie dinamiche inconsce psicologiche. Le macchie sono appositamente indefinite, scevre di qualsiasi significato socialmente o culturalmente determinato ed il paziente deve rispondere spontaneamente e sapere che non esiste una risposta giusta o sbagliata. Le sue percezioni si organizzano in modo libero esclusivamente sulla base del suo mondo interno proiettando sulle tavole le intenzioni, i significati ed i sentimenti senza badare al grado di accettabilità o all’adesione alle norme sociali. Per merito dell’inconsapevolezza di ciò che il soggetto dice, il test si afferma come un ottimo veicolo per far affiorare fondamentali rivelazioni inconsce.

La personalità

La personalità è un fenomeno molto complesso che si compone di molteplici sfaccettature che, insieme, formano il “modello” considerato come la struttura base della personalità. Attraverso il test di Rorschach è possibile conoscere l’assetto personologico del paziente. La personalità è composta da tre settori parti principali all’interno dei quali vi sono ulteriori sottocategorie come di seguito elencato.

Aspetti cognitivi o intellettuali

 – Efficienza intellettuale: il livello di intelligenza ed il suo funzionamento correlato al pontenziale; l’interferenza emotiva sulle capacità intellettive.

 – Tipo di comprensione: la capacità di affrontare i problemi; il pensiero deduttivo o induttivo; la capacità di centrare il punto principale.

 – Potere di osservazione: il modo di osservare, se confusivo, dettagliato ma su minuzie non utili, se basato su una valutazione d’insieme.

 – Originalità del pensiero: la creatività nel costruire spiegazioni, se si tratta di una creatività basata sulla realtà o su una valutazione bizzarra e totalmente incongrua.

 – Produttività: la quantità di produzione, la ricchezza nel fornire spiegazioni, il tipo di produttività.

 – Ampiezza degli interessi: se vari, ampi, acuti o invece scialbi.

Aspetti affettivi o emotivi

 – Tonalità emotiva: il tono emotivo, se depresso, ansioso, grandioso, paranoico o difeso. Se c’è ottimismo e positività, oppure pessimismo e critica.

 – Sentimento di sé: la risposta alle sollecitazioni che toccano aspetti profondo, l’accettazione dei suoi impulsi e l’agio nei confronti di se stesso.

 – Rapporti con gli altri: il modo di stare con gli altri ed il benessere provato, così come l’evitamento delle stimolazioni sociali.

 – Modo di reagire a stress emotivi: il tipo di risposta a sollecitazioni nuove, i livelli di ansia, l’attivazione di capacità di controllo e problem solving.

 – Controllo degli impulsi emotivi: se presenta un controllo, se è rigido, le raggiunge tonalità emotive crescenti, se mostra tatto e prudenza.

Aspetti del funzionamento dell’Ego

 – Forza dell’Ego: se si vive in una realtà sana, se ha fiducia in se stesso, il giudizio verso di sé.

 – Zone conflittuali: nella sessualità, nei confronti dell’autorità, nel bisogno di dipendenza e nella necessità di autoaffermazione.

 – Difese: il tipo di difese utilizzate, se di alto o basso livello.

Conclusioni

Il test di Rorschach è molto utile e consigliato sia per un inquadramento immediato del paziente sia nel caso di soggetti che presentano una storia clinica spesso confusa e composta di molteplici pareri diagnostici. Attraverso tale reattivo viene consentita l’espressione di aspetti profondi inconsapevoli e viene permessa una rapida conferma o disconferma di quanto osservato nei colloqui clinici. Ne beneficia sicuramente anche la relazione con il terapeuta che sente di aver avuto accesso al mondo interno dell’esaminato potendolo capire meglio ed avviando con lui un processo di condivisione emotiva e cognitiva con ricadute positive sulle sensazioni di accoglimento provate dal paziente.

N.B. Per non inficiare la validità del test, è importante non informarsi e non vedere le macchie anticipatamente.

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa a Milano e Psicoterapeuta, si occupa di problematiche legate a ansiadepressione e disturbi dell’umore che possono emergere anche in occasione di momenti socialmente riconosciuti come portatori di gioia e armonia. Riceve a Milano, in zona San Babila in via Cesare Battisti 1; in zona Città Studi in P.le Gorini 6; in zona Porta Ticinese presso Punto Raf, via Santa Croce 10/A.