Dipendenza da sostanze
Cannabis nemica del cervello

E’ convinzione di molti che la cannabis sia innocua. Addirittura c’è chi sostiene che abbia effetti positivi rispetto alle sigarette. Non esiste convinzione più sbagliata: la cannabis è altamente tossica e dannosa per il sistema nervoso centrale.

la cannabis crea dipendenza a livello fisico e psichico

Sull’erronea convinzione dell’inoffensività della cannabis, sono state avanzate proposte di legge che depenalizzano la marijuana catalogandola come droga a rischio limitato per evitare l’arresto e la carcerazione di possessori e consumatori.

Susan Greenfield, autrice di centinaia di pubblicazioni scientifiche circa le sostanze stupefacenti sulle più importanti riviste internazionali, nonché docente in “Farmacologia Sinaptica” all’Oxford University, afferma che la cannabis è in grado di modificare i meccanismi neurochimici che sostengono importanti funzioni cognitive dal momento che essa possiede un suo recettore a livello cerebrale. La Greenfield, inoltre, ha dimostrato che, a dispetto di una comune convinzione, la cannabis crea dipendenza a livello fisico e psichico tanto che circa il 10% dei consumatori desiderosi di interromperne l’utilizzo non riesce a smettere autonomamente, ma deve pensare di rivolgersi ad una struttura specializzata.

Tengo a specificare che molte cliniche qualificate nella disintossicazione da cannabis, non a caso, sorgono ad Amsterdam e dintorni e che i medici che vi lavorano riferiscono dei sempre più numerosi casi di dipendenza difficili da trattare. Sottolineo questa informazione poiché, molto spesso nelle sedute di psicoterapia, i pazienti adolescenti portano il caso dei locali di Amsterdam per invalidare l’idea della nocività della marijuana a sostegno dell’innocuità di tale sostanza e della legittimità del suo utilizzo.

La cannabis e l’adolescenza

La più recente indagine statistica condotta dalla Espad (European School Survey Project on Alchool and Other Drugs) in Italia dimostra una sempre più precoce età di esordio nel mondo della cannabis, fissata già a 11 anni. Si tratta di un dato allarmante poiché ciò significa che un bambino appena uscito dalle scuole elementari potrebbe venire a contatto con tale sostanza ed eventualmente utilizzarla.

Nel 2001, il 33%  dei ragazzi frequentanti le scuole medie superiori, vale a dire un terzo degli adolescenti, dichiarava di aver utilizzato la marijuana almeno una volta nella vita. Da questa indagine, è trascorso un decennio, che percentuale avremo raggiunto?

Un’informazione cruciale sulla quale bisogna insistere nell’educazione comportamentale degli adolescenti, consiste nel fatto che la gravità dei danni causati dalla cannabis dipende dall’età di esposizione alla sostanza. Iniziare a fumare gli spinelli durante l’adolescenza, che secondo i manuali di psicologia va indicativamente dai 12 ai 22 anni, significa inserire sostanze tossiche in un periodo in cui la struttura psichica è in formazione e ciò produce danni mentali maggiormente deleteri rispetto all’utilizzo fatto in età adulta (che comunque comporta effetti dannosi). Se lo stupefacente viene introdotto durante l’adolescenza, il cervello si modellerà in funzione di quella sostanza. Gli effetti nocivi della marijuana aumentano in adolescenza poiché va ad interferire ed a compromettere la maturazione finale del cervello. In questa fase evolutiva, il sistema endocannabinoide modula la plasticità sinaptica e l’attività di neurogenesi. L’adolescenza è un periodo della crescita cerebrale molto delicato in cui vi è una particolare vulnerabilità alle sostanze che vengono introdotte nel corpo capaci di pregiudicare la salute fisica e mentale in età adulta.

Attraverso gli studi di Risonanza Magnetica, tecnica non invasiva che consente di studiare le funzioni cerebrali osservando le variazioni del flusso ematico e dell’ossigenazione cerebrale, è stato possibile valutare il deterioramento cerebrale di soggetti adolescenti e adulti consumatori di cannabis.

Le principali alterazioni psichiche

Le principali alterazioni psichiche riguardano:

  • La riduzione dello spessore della corteccia cerebrale nelle zone in cui è coinvolta la memoria, la capacità di apprendimento, il controllo motorio e la capacità decisionale;
  • Il maggior rischio di sviluppare disturbi psichiatrici e di dipendenza da altre sostanze poiché i circuiti neuronali sono stati modificati in modo permanente;
  • L’aumento delle condotte impulsive rischiose;
  • La maggiore vulnerabilità alla depressione, disturbi d’ansia e psicosi.

Oltre a ciò, si rilevano alterazioni sull’intero stato di salute fisica, quali:

  • Danni all’apparato respiratorio (tosse, catarro, difficoltà respiratorie). Uno spinello equivale a 3-5 sigarette di tabacco per ciò che concerne la difficoltà respiratoria;
  • Problemi al sistema cardiovascolare (tachicardia e aumento pressione arteriosa);
  • Effetti dannosi al sistema immunitario che risulta indebolito nella capacità di combattere le malattie infettive e il cancro;
  • Effetti sul sistema riproduttivo e sulla fertilità. Vi è la riduzione di tre ormoni LH, FSH e testosterone. Diminuisce, altresì, la capacità di fecondare dal momento che peggiora la qualità degli spermatozoi: vi è minore motilità e diminuiscono le capacità di penetrazione nelle cellule uovo.
L’effetto più lento e subdolo, arriva puntuale

E’ chiaro come la cannabis crei un grave deterioramento della salute fisica e mentale a dispetto di quanto comunemente si creda. Essere consapevoli delle gravi conseguenze che essa causa, consente di scegliere di liberarsene e disintossicarsi. Come ogni forma di dipendenza, potrebbe essere di grande aiuto richiedere il consulto di professionisti psichiatri e psicologi specializzati.

In conclusione, riprendo la citazione di Gabriella Zorzi, illustre pedagogista del Maya Liebl Institute, che ben definisce i danni causati dalla marijuana:

“Bisogna guardarsi dalla parola ‘leggere’ come da un silenziatore che davanti ad una rivoltella attutisce solo il fragore. L’effetto più lento e subdolo, arriva puntuale.”

Articoli correlati

Depressione e cannabis in adolescenza
Depressione e cannabis in adolescenza

Oggi presento il caso clinico di un paziente conosciuto due anni fa. Francesco è un...

Leggi l'articolo
Le dipendenze patologiche in adolescenza
Le dipendenze patologiche in adolescenza

Cosa sta avvenendo nelle generazioni del terzo millennio? Cosa sta succedendo ai...

Leggi l'articolo
Quando l’azzardo non è più un gioco
Quando l’azzardo non è più un gioco

Come ogni forma di gioco, anche quella d’azzardo, che altro non è che una scommessa su...

Leggi l'articolo
Cyber Addiction
Cyber Addiction

Computer, Smartphone e chissà che altro. Cosa succede quando si esagera? Vi siete mai...

Leggi l'articolo
Cannabis nemica del cervello
Cannabis nemica del cervello

E’ convinzione di molti che la cannabis sia innocua. Addirittura c’è chi sostiene che...

Leggi l'articolo
Caso clinico di cannabis e attacchi di panico
Caso clinico di cannabis e attacchi di panico

Diego, un ragazzo di 25 anni, è molto timido ed educato, mostra un imbarazzo visibile...

Leggi l'articolo
Phone: 349 5667556
Call Now Button