Infanzia e Adolescenza
La pelle psichica del bambino

La pelle è l’organo più esteso dell’apparato tegumentario; costituisce il 20% del peso totale del neonato ed il 18% di quello dell’adulto. Inizia a formarsi dal secondo mese di vita intrauterina, prima degli altri organi di senso e rappresenta il contenitore del corpo, ciò che trattiene, delimita e protegge.

E’ un organo raffinato poiché è carico di terminazioni nervose termiche, pressorie e rilevatori dolore. Tra le molteplici funzioni, la cute regola la temperatura corporea trattenendo i liquidi o favorendo la sudorazione e l’evaporazione e si costituisce come organo sofisticato data l’indispensabile capacità di collaborare con la luce solare nella sintesi della vitamina D, necessaria alla struttura ossea. E’ l’organo di senso più sviluppato ed esteso del corpo umano al punto che gravi lesioni, come ustioni o lacerazioni, sono in grado di mettere a rischio la vita della persona.

Oltre la pelle fisica, possiamo sostenere l’esistenza di una pelle psichica dal momento che, se è vero che la cute percepisce e trasmette stimoli tattili, termici, dolorifici e pressori che appartengono ad un ordine puramente corporeo, è altrettanto vero che gli stessi stimoli vengono registrati ed elaborati dalla mente divenendo di pertinenza psicologica. Ogni persona risponde in modo profondo alle percezioni che riceve attraverso il piacere, il dolore, o altre complesse sensazioni. Le caratteristiche somatosensoriali della pelle possono essere lette metaforicamente come funzioni mentali che spiegano aspetti psichici del soggetto quali la reattività, la flessibilità, la resistenza, la sensibilità, la barriera protettiva.

Patologie della pelle più frequenti in età evolutiva

Si tratta di patologie che più di altre portano i genitori a richiedere l’intervento psicoterapeutico.

  • Alopecia areata: indica la caduta di capelli o peli, lasciando chiazze glabre. Può manifestarsi nell’1% dei casi come alopecia totale in cui vi è la totale caduta dei capelli, in altri casi si può estendere a tutto il corpo, alopecia universale.
  • Dermatite atopica: indica eczemi e lesioni della pelle dovute dallo strofinamento per via del fastidioso prurito. Causa nel bambino uno stato di sofferenza ed agitazione.
Interpretazione psicoanalitica della somatizzazione

Il sintomo somatico emerge in relazione ad esperienze frustranti, dolorose, legate ad un senso di vuoto e di frammentazione di sé. Alla sensazione di vuoto, il bambino reagisce con un pieno “riparatorio” di fantasie somatiche che lo definiscono, lo portano ad una affermazione di sé (anche se nei termini di psicopatologia) e gli fanno sentire di esistere.

La somatizzazione colma lo spazio tra genitore e figlio come tentativo inconscio del piccolo di negare la separazione tanto angosciante e sofferta. Oltre a ciò, è opportuno considerare che il bambino è sempre a contatto con il vissuto interno delle figure di accudimento che involontariamente dirigono sull’ambiente familiare e sulle cure sul bambino le loro fantasie, i sentimenti, i bisogni arcaici frustrati. In questo clima di vissuti non elaborati e non riconosciuti, il figlio diviene il catalizzatore degli aspetti inconsapevoli degli adulti utilizzando l’espressione del corpo a discapito di quella mentale. E’ come se il mentale non fosse integrato con il somatico ed il soggetto avesse a disposizione un linguaggio ancorato alla modalità di funzionamento biologico.

Domande frequenti

Quando bisogna prestare attenzione ad un sintomo psicosomatico?  Quando il sintomo si manifesta per un periodo di tempo superiore ai sei mesi e le cure mediche non sono sufficienti a ridurlo. Non solo, lo si cura dal punto di vista psicologico anche quando interferisce e limita l’espressione esistenziale della persona.

E’ utile che il dermatologo affianchi la figura di uno psicologo nella valutazione di una patologia psicosomatica? Certamente dovrebbe esserlo. Il bambino andrebbe valutato a livello medico e psicologico dal punto di vista dello sviluppo cognitivo, di personalità e dell’ambito psico-affettivo.

E’ necessaria la consultazione con i genitori? E’ assolutamente necessaria poiché i genitori sono il modello di riferimento del bambino e vige tra loro un condizionamento reciproco. Il piccolo apprende per imitazione ed osservazione le modalità di comportamento e l’atteggiamento mentale da tenere di fronte alle tensioni ed a qualsiasi altro stato emotivo-affettivo. Ciò si ripercuote sul suo modo di esprimersi, di relazionarsi e sul linguaggio del corpo. Nel bambino, il sintomo fisico va interpretato come un modo per comunicare un aspetto personale ed anche familiare: il piccolo esprime un disagio individuale attorno al quale la famiglia si modella, cambia lo stile di vita e, talvolta, lo fa diventare la caratteristica principale, il biglietto di presentazione che rende specifico quel nucleo. L’intervento clinico, quindi, va indirizzato sia al bambino sia ai genitori.

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