Disturbi di personalità
Disturbi della personalità a base ansiosa

Il soggetto paranoide è sospettoso in maniera ingiustificata e privo di fiducia negli altri tanto da nutrire il timore costante di essere oggetto di inganno, sfruttamento e umiliazione. Le personalità paranoidi si presentano come esageratamente vigili e circospette, tendono a mostrare un atteggiamento emotivamente freddo, una elevata aggressività nel momento in cui ritengono di essere stati offesi e maltrattati ed un forte senso di autonomia.

Si tratta di uno stile cognitivo ‘cronico’ ed abituale che esprime il modo attraverso cui la persona pensa e conosce il contesto circostante.

La sfiducia

La sfiducia del soggetto paranoide nei confronti della realtà esterna è sostenuta dal fatto che dentro di sé vige un modello interno degli altri negativo ed una propria rappresentazione solo in apparenza tendenzialmente positiva. Sulla facciata, infatti, il paziente paranoide si reputa giusto, equo, importante ed “in credito”, ma un livello più profondo e non riconosciuto dal soggetto, vige una visione di sé di incompetente ed insignificante. Secondo diversi studi sui modelli eziologici, la paranoia si manifesta per compensare il modello negativo di sé incolpando ed attribuendo agli altri gli aspetti sfavorevoli.

Alcuni autori affermano che i genitori avrebbero un ruolo cruciale nel determinare lo stilo cognitivo paranoide nel bambino. Genitori che controllano, disapprovano e criticano favoriscono lo sviluppo nel proprio figlio sia di sentimenti di disistima e di scarso valore, sia di una rappresentazione degli altri come avversi ed umilianti.

I soggetti con questo tipo di patologia, nell’infanzia e nell’adolescenza, presentano alcuni tratti comuni quali un comportamento scarsamente relazionale, ipersensibilità e difficoltà scolastiche.

Il disturbo Paranoide di personalità esordisce a partire dalla prima età adulta e, nel tempo, tende ad aggravarsi e peggiorare.

I dati epidemiologici rivelano che tale disturbo riguarda più frequentemente il sesso maschile; l’incidenza nella popolazione generale è tra lo 0,5 e il 2,5% manifestandosi in maniera prevalente nei gruppi minoritari come gli immigrati.

criteri di valutazione

Il DSM-IV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, definisce i seguenti criteri di valutazione per il Disturbo Paranoide di Personalità:

  • Continui sospetti, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato;
  • Dubbi ingiustificati della lealtà o affidabilità di amici o colleghi;
  • Riluttanza a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di sé;
  • Ipotesi di significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli;
  • Costante rancore, vale a dire non perdonare gli insulti, le ingiurie o le offese;
  • Percezione di attacchi al proprio ruolo o reputazione non evidenti agli altri, fino a reagire con rabbia o contrattaccare;
  • Sospetti ricorrenti, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale.
Le conseguenze

Come già precedentemente indicato, il disturbo paranoide è ingravescente. Pertanto, come ovvia conseguenza, il soggetto nel tempo tenderà ad acuire le difficoltà a livello relazionale fino a causare fratture irreparabili in ambito matrimoniale e lavorativo alimentando ancor di più quella condizione di isolamento sociale e di alienazione.

E’ proprio a causa di tale stato di isolamento, che spesso può sconfinare nella depressione, che i parenti dei soggetti paranoidi si trovano a dover sollecitare il proprio caro nell’intraprendere un percorso psicoterapeutico e se necessario di tipo farmacologico; chi soffre di questo tipo di disturbo, infatti, non è in grado di cercare spontaneamente aiuto in quanto non consapevole delle proprio erronee interpretazioni della realtà circostante.

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